Nella città eterna, Roma, cuore palpitante della cristianità, si sono trovate nove giovani donne che stanno per compiere un passo importante e straordinario nella loro vita. Provenienti da diverse parti del mondo, si sono riunite nella nostra Curia Generalizia per prepararsi a donarsi completamente a Dio attraverso i Voti Perpetui, un atto che segna il culmine del loro cammino di fede e di donazione.
“Il mio cuore è come un grande condominio dove abitano tante emozioni” confida Sr. Lorena, messicana. Le sue parole descrivono e catturano perfettamente l’atmosfera che pervade il loro gruppo. Nonostante il dolore per le situazioni difficili incontrati nei luoghi di missione, come la Palestina e Israele, Sr. Lorena sente “una grande gioia nel cuore, un desiderio profondo di amare per tutta la vita”.
Questa gioia risuona nelle parole di Sr. Nazira, originaria del Sudan: “Sono molto felice di essere qui a Roma. Credo profondamente nella Famiglia Comboniana perché Comboni è molto speciale per me”. Il suo entusiasmo è condiviso da Sr. Prossy, ugandese, che afferma: “Mi sento molto felice di continuare il mio cammino e sento di appartenere alla Famiglia Missionaria Comboniana”.
Per alcune, come Sr. Elisabeth del Camerun, questo momento porta con sé anche delle riflessioni profonde: “È un momento di gioia e serenità, ma allo stesso tempo mi pongo una domanda. Sarò capace di essere ‘santa e capace’ come desidera il nostro fondatore, San Daniele Comboni?” Questa domanda e altre, non diminuiscono la sua determinazione, al contrario, rafforzano il suo impegno.
L’esperienza di essere a Roma ha un significato speciale per Sr. Marie, congolese, che si esprime così: “Non vedevo l’ora di essere qui in Italia, perché desideravo ripercorrere i passi che Comboni ha fatto, passare per questa terra Santa degli inizi della Chiesa e dei tanti primi Martiri “. Il suo desiderio di seguire le orme del Fondatore è palpabile e si percepisce in lei come anima che ispira la sua vita.
Sr. Florence, ugandese, guarda al futuro con emozione: “Sono felice, contenta e molto emozionata perché questo momento sarà unico. Devo viverlo con serenità, gioia e accettare la volontà del Signore nella mia vita”. Le fa eco Sr. Winyfred, pure ugandese, che aggiunge: “Mi sento felice e aspetto un grande abbraccio dal Signore il giorno in cui farò i miei voti definitivi”.
La fiducia in Dio è un tema ricorrente nel loro raccontarsi. Sr. Joan, ugandese che ha lavorato in Sud Sudan, condivide: “Sono molto felice e ho fiducia in Gesù per il cammino fatto e che farò e per il dono il Signore che mi ha dato. Mi sento veramente e da sempre accompagnata da Lui in questo cammino”.
Sr. Amira, egiziana conclude la nostra conversazione: “Sono grata per questa opportunità di dedicare la mia vita alla missione. Sento che questo è solo l’inizio di un viaggio meraviglioso al servizio degli altri.”
Queste nove giovani Sorelle rappresentano un mosaico di esperienze missionarie, dalla Repubblica Democratica del Congo agli Emirati Arabi Uniti, dal Sud Sudan alla Palestina.
La loro presenza a Roma non è solo un momento di Formazione, ma un ponte tra un passato ricco di tradizione e un futuro pieno di promesse. Le loro storie sono anche un potente richiamo e invito ad altre giovani di mettersi in ascolto di ciò che il Signore desidera per loro e che potrebbero sentire una chiamata simile alla loro. Il messaggio è chiaro: la vocazione missionaria che si fa vita donata. Siamo realiste, non è un cammino facile, ma permette di “toccare” in profondità la vita di tante persone in modi inimmaginabili e di sperimentare la gioia più piena nel servizio agli altri.
Mentre si preparano a questo passo decisivo, queste nove Sorelle Missionarie Comboniane incarnano la continuità del Carisma e della visione di San Daniele Comboni “Portare il Vangelo a chi ancora non lo conosce … facendo sentire loro che siamo Figli dello stesso Padre e rendendoli a loro volta missionari dei loro fratelli e sorelle”.
Con i loro cuori pieni di amore e le mani pronte al servizio, stanno per intraprendere un viaggio che le porterà ad incontrare l’Umanità e ‘toccare’ molte altre vite sulle strade del mondo, vivendo, realizzando e dando continuità alla missione con rinnovato vigore e tanta passione.






