COLOMBO – In uno Sri Lanka ancora segnato da trent’anni di guerra civile, le Suore Comboniane stanno tracciando un percorso innovativo verso la riconciliazione attraverso l’educazione.
Nel loro centro educativo, la sfida quotidiana è trasformare la politica nazionale del 2008 sulla coesione sociale in azioni concrete. “L’educazione alla pace non dovrebbe essere un’attività extracurricolare, ma deve essere al centro di ogni sistema educativo”, afferma Suor Patricia Lemus, coordinatrice del programma.
In collaborazione con Jesuit Worldwide Learning, le religiose hanno sviluppato corsi specifici per la formazione alla pace, concentrandosi sulla risoluzione dei conflitti personali e sulla formazione di leader che promuovono l’armonia comunitaria.
L’approccio è multidimensionale: dalla gestione dei conflitti al dialogo interreligioso, dall’educazione ai diritti umani alla cura dell’ambiente. “Costruire una cultura di pace nell’attuale cultura di violenza non è un compito facile”, spiega Suor Patricia. “Le nuove generazioni sono circondate da messaggi violenti sui social media, nelle comunità e persino nelle famiglie.”
Il programma sta già mostrando risultati promettenti. Gli studenti sviluppano competenze pratiche per la risoluzione dei conflitti, mentre la collaborazione tra diverse fedi religiose sta creando ponti di comprensione nella comunità.
La particolarità dell’iniziativa risiede nel suo focus sulla valorizzazione delle comunità emarginate. Le Comboniane lavorano per creare uno spazio dove la diversità è celebrata e l’inclusione diventa pratica quotidiana.
Mentre lo Sri Lanka continua il suo lungo cammino verso la riconciliazione, questo modello educativo offre una speranza tangibile per le future generazioni, dimostrando che la pace può essere costruita un’aula alla volta.
A cura di Sr. Patricia Lemus Suore Missionarie Comboniane – Sri Lanka






