Il Documento Finale del Sinodo 2024 dedica un’attenzione particolare alla formazione dei discepoli missionari, riconoscendo in essa una sfida cruciale per il rinnovamento della Chiesa. In un contesto di rapidi cambiamenti sociali e culturali, il Sinodo sottolinea l’urgenza di promuovere una formazione integrale, continua e condivisa, che coinvolga tutto il Popolo di Dio.
“Perché il santo Popolo di Dio possa testimoniare a tutti la gioia del Vangelo, crescendo nella pratica della sinodalità, ha bisogno di un’adeguata formazione: anzitutto alla libertà di figli e figlie di Dio nella sequela di Gesù Cristo, contemplato nella preghiera e riconosciuto nei poveri” (Documento Finale, n. 141).
Il documento evidenzia la necessità di una formazione che abbracci tutte le dimensioni della persona (intellettuale, affettiva, relazionale e spirituale) e che sia radicata nell’esperienza concreta. Si tratta di promuovere una “cultura del discernimento ecclesiale” (cfr. Documento Finale, n. 86), che permetta di leggere i segni dei tempi e di rispondere alle sfide del mondo contemporaneo con creatività e audacia evangelica.
“Una delle richieste emerse con maggiore forza e da ogni parte lungo il processo sinodale è che la formazione sia integrale, continua e condivisa. Il suo scopo non è solo l’acquisizione di conoscenze teoriche, ma la promozione di capacità di apertura e incontro, di condivisione e collaborazione, di riflessione e discernimento in comune, di lettura teologica delle esperienze concrete” (Documento Finale, n. 143).
Il Sinodo invita a valorizzare la ricchezza di luoghi e risorse già presenti nella Chiesa per la formazione dei discepoli missionari: dalle famiglie alle parrocchie, dalle associazioni e movimenti alle istituzioni educative e accademiche. Si tratta di promuovere una formazione “in uscita”, capace di raggiungere le periferie esistenziali e di dialogare con le culture e le religioni.
In particolare, il documento auspica che i percorsi di formazione al ministero ordinato siano ripensati in chiave sinodale, prevedendo “una presenza significativa di figure femminili, un inserimento nella vita quotidiana delle comunità e l’educazione a collaborare con tutti nella Chiesa e a praticare il discernimento ecclesiale” (Documento Finale, n. 148).
Investire nella formazione alla sinodalità missionaria significa porre le basi per una Chiesa capace di affrontare le sfide del nostro tempo e di annunciare il Vangelo con rinnovato slancio e creatività. Solo così potrà essere “lievito efficace dei legami, delle relazioni e della fraternità della famiglia umana” (cfr. Documento Finale, n. 20).
Fonte: Documento Finale della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione”, ottobre 2024.






