L’evangelizzazione, come ci ricorda Paolo VI nella *Evangelii Nuntiandi*, è un concetto ricco, complesso e dinamico, che non può essere ridotto a una definizione parziale o frammentaria senza rischiare di impoverirlo o distorcerlo. Al cuore dell’evangelizzazione c’è la trasformazione dell’umanità dal di dentro, un processo che coinvolge tutte le dimensioni dell’esistenza umana, da quella sociale a quella spirituale.
Gesù ci mostra la via da seguire. Nei suoi incontri con la donna curva (Lc 13,10-17), l’emorroissa e la figlia di Giairo (Lc 8,40-56), Egli non solo guarisce il corpo, ma restaura la dignità e l’integrità delle persone. Il suo sguardo d’amore le libera da tutto ciò che le opprime, apre spazi di trasformazione interiore e le ricollega con Dio, fonte ultima di ogni guarigione.
Come missionari, siamo chiamati a collaborare all’opera di Dio, creando spazi in cui le persone possano fare esperienza di questa trasformazione, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa. La sfida è quella di coniugare un servizio di qualità con la trasmissione dei valori del Vangelo, risvegliando in ogni persona il desiderio di trascendenza, la nostalgia di Dio e di un mondo migliore.
Gesù ci insegna l’umiltà necessaria per accogliere l’altro come un dono, facendo spazio a ciò che ha da offrirci. Ci mostra come guardare e trattare l’altro con amore, compassione e rispetto autentici. Solo così potremo essere autentici artigiani di sviluppo integrale, promotori di una guarigione che abbraccia corpo, mente e spirito, aprendoci a orizzonti di pienezza e di santità.
di Sr. Laura Díaz Barco, smc






