In un mondo in continuo cambiamento, le Suore Missionarie Comboniane rinnovano il loro impegno di testimonianza evangelica e servizio ai più vulnerabili. Nei giorni scorsi, marzo 18-21, un significativo incontro ha riunito sorelle provenienti da diverse comunità europee per riflettere sul cammino percorso e programmare il futuro con speranza e determinazione.
Radici profonde, nuovi orizzonti
Il carisma di San Daniele Comboni continua a ispirare l’azione missionaria delle sorelle, chiamate oggi a rispondere alle sfide di un’Europa che è diventata essa stessa terra di missione. La fedeltà al messaggio evangelico si esprime oggi attraverso nuove forme di presenza e testimonianza, adattate ai contesti sociali e culturali in continua evoluzione.
“La missione non è solo geografica ma esistenziale”, ha ricordato una delle partecipanti all’incontro. “Siamo chiamate a portare la buona novella dovunque ci troviamo, con particolare attenzione ai margini delle nostre società”.
Al servizio dei più vulnerabili
Tre sono le priorità che guideranno l’impegno missionario nei prossimi anni:
1. Vicinanza ai migranti: in un’Europa attraversata da flussi migratori senza precedenti, le comunità missionarie si impegnano ad essere presenza accogliente e solidale, collaborando con i laici e le istituzioni locali per costruire percorsi di integrazione e dignità.
2. Cura e accompagnamento: l’attenzione alle persone anziane e ammalate rappresenta una testimonianza preziosa in una società spesso segnata dalla cultura dello scarto. Questa cura si estende dalle proprie sorelle anziane a tutti coloro che vivono situazioni di fragilità.
3. Educazione e sensibilizzazione: attraverso l’animazione missionaria, il lavoro con i giovani e l’impegno per la salvaguardia del creato, le sorelle contribuiscono a formare coscienze aperte alla solidarietà e alla dimensione universale della famiglia umana.
Comunità aperte al mondo
L’utilizzo dei mezzi di comunicazione moderni ha permesso di superare le distanze geografiche e creare reti di solidarietà e condivisione più ampie. “Nonostante la distanza fisica tra le nostre comunità sparse in diversi paesi”, spiega una delle coordinatrici, “ci sentiamo parte di un’unica famiglia che condivide gioie, difficoltà e speranze”.
Questa apertura si traduce anche in una maggiore collaborazione con i laici e altre realtà ecclesiali, nella consapevolezza che la missione è responsabilità di tutti i battezzati.
Guardando al futuro con speranza
I cambiamenti demografici, con comunità sempre più internazionali e interculturali, rappresentano una ricchezza e allo stesso tempo una sfida da affrontare con creatività e fiducia. La presenza di sorelle più giovani provenienti da diversi continenti porta nuova energia e nuove prospettive nell’impegno missionario europeo.
Fonte: Prado Fdez,SMC, consigliera provinciale PEU
