“Gesù andava attraverso città e villaggi, predicando e annunziando la buona novella del Regno di Dio. I discepoli erano con lui ed anche alcune donne… (cfr Lc. 8,1ss).
Andare, attraversare, seguire, incontrare, dimorare, condividere… sono solo alcuni verbi che riflettono il grande tema della itineranza apostolica sulle orme del Maestro. Sicuramente questa è una delle esperienze che più ha marcato il gruppo di amiche e di amici che avevano accolto l’invito a seguirlo lungo le strade della Palestina, fino a raggiungere i confini della terra.
Anche noi camminiamo lungo i sentieri che l’avventura evangelica apre di fronte a noi. Ogni luogo diventa il tempio dove incontrare la presenza di Dio. Ogni persona, nella sua unicità e con la sua storia, ci ricorda quanto prezioso è il compito di riconoscere il valore insito nel tessere convivialità, e quanto urgente sia la sfida che ci chiama a costruire comunità di vita che riconoscano in ogni persona le impronte di questa divina presenza.
Essere itineranti lungo i cammini della storia di oggi è per noi, Suore Missionarie Comboniane, una priorità che ci rende capaci di camminare accanto alle popolazioni impoverite e marginalizzate, e a far nostre le loro sofferenze e i loro sogni. In ogni Continente e Paese dove viviamo siamo consapevoli che le sfide inerenti alla mobilità umana oltre a costituire un paradigma missionario – dunque evangelico – costituiscono il tessuto dove realizziamo pienamente la vocazione di essere compagne di strada dei crocifissi di oggi.
Le città e i villaggi che oggi troviamo lungo il nostro cammino di discepole sono luoghi che ci impegnano nel mantenere stili di vita improntati alla temporalità delle nostre presenze, e sulla capacità di entrare in processi che creano condizioni migliori di vita per l’umanità e per la creazione. Papa Francesco ce lo ricorda in continuazione e i nostri Documenti Capitolari ne fanno eco: “La nostra identità carismatica si esprime nei gesti e nello stile di donne che si prendono cura della vita, con rispetto e umiltà, entrando nelle realtà in punta di piedi” (Lettera Intercapitolare, 2019).
