La nostra esperienza di vita comune tra suore di origini e culture diverse ci insegna ogni giorno il valore dell’accoglienza reciproca. Le distanze iniziali lasciate dalle diversità di lingua, di mentalità, di tradizioni, si riducono nella misura in cui ci apriamo all’ascolto e al dialogo fraterno.
Questa ricchezza che sperimentiamo nelle nostre comunità multiculturali, vorremmo si riflesse in tutta la Chiesa. Come afferma il Concilio, è valorizzando i carismi di ogni battezzato che possiamo edificare una comunità ecclesiale unita nella diversità.
In particolare, il contributo dei laici è indispensabile. Con la loro presenza nel mondo, possono portare nella Chiesa una spiritualità incarnata negli ambiti dell’economia, della politica, della cultura. Anche chi vive emarginato ha doni unici da condividere con noi.
Insieme, consacrati e laici di ogni origine, giovani e anziani, possiamo tessere comunità accoglienti, dove ciascuno partecipa mettendo a frutto i talenti ricevuti, nello spirito del Vangelo. Così la missione della Chiesa si arricchisce di nuova linfa e si rinnova il miracolo della fraternità.






