Nel cuore pulsante dell’Istituto delle Suore Missionarie Comboniane, una donna si è fatta custode della memoria e delle radici più profonde del carisma comboniano al femmenile: Madre Adele Brambilla, artefice di un’opera di riscoperta e valorizzazione senza eguali.
Per volere di Adele, durante il suo generalato dal 2003 al 2009, è nato l’Archivio Madri Nigrizia, un scrigno prezioso affidato alle sapienti mani di Sr Maria Aldina Martini, archivista e postulatrice. Un luogo di raccolta e custodia della memoria storica dell’Istituto, che per oltre 20 anni è stato curato con amore da Sr Maria Vidale.
Ma l’opera di Madre Brambilla non si è limitata alla sola dimensione archivistica. La sua passione per le prime consorelle l’ha spinta a ravvivare l’interesse per la Causa di beatificazione di Madre Giuseppa Scandola, pietra angolare dell’edificio comboniano.
Inoltre, sotto la sua guida illuminata, è nato un interesse rinnovato per la figura di Teresa Grigolini Cocorempas, la cui autobiografia “Memorie” è stata pubblicata nel primo numero dell’Archivio Madri Nigrizia. Una vera e propria miniera di testimonianze, che Adele ha saputo far rivivere con cura certosina.
In una delle sue lettere più celebri, Madre Brambilla ha definito le Suore Comboniane come “il Colosseo della Chiesa”, un monumento vivente allo spirito missionario di San Daniele Comboni. Un’immagine potente, che racchiude l’essenza stessa del carisma comboniano.
Custode della memoria, valorizzatrice delle radici, Adele Brambilla ha saputo ridare linfa vitale al passato glorioso dell’Istituto, affinché le nuove generazioni potessero attingere a quella sorgente inesauribile di zelo apostolico e amore per le missioni. Un lascito inestimabile, per un futuro sempre più fedele alle originarie ispirazioni dello Spirito.






