La donna nella Chiesa è stata soggetto di argomenti e dibattiti lungo la sua storia. Pensando alle sue antiche origini, ci sono alcune figure femminili la cui testimonianza continua a produrre un’ eco anche oggi. Per esempio, Maria, la madre di Gesù, che con il suo sì, dona alla Chiesa e all’umanità il Figlio di Dio. Un’altra figura è quella di Maria di Magdala, la prima annunciatrice del Cristo risorto ai primi discepoli; anche Marta e Maria, amiche e discepole di Gesù, hanno avuto un ruolo rilevante agli inizi della cristianità. La lista sarebbe molto lunga.
Come pure lungo la storia della Chiesa, ci sono state tante altre donne, sante e capaci, che hanno contribuito a chiarire il mistero di Dio, attraverso i loro scritti, riflessioni e dottrine. Per esempio, santa Teresa d’Avila e santa Caterina da Siena, santa Teresa di Lisieux, e più recentemente santa Ildegarda di Bingen: a queste donne la Chiesa ha attribuito il titolo di Dottore della Chiesa. Loro sono le quattro donne che la Chiesa ha riconosciuto come Dottore.
Molto significativo è il pensiero di Papa Francesco a loro riguardo: “L’esempio di vita di queste sante mette in evidenza alcuni elementi che delineano quella femminilità così necessaria nella Chiesa e nel mondo: la forza per affrontare le difficoltà, la capacità di concretezza, una naturale disposizione a essere propositive per ciò che è più bello e umano, secondo il piano di Dio, e una visione lungimirante del mondo e della storia — profetica — che le ha rese seminatrici di speranza e costruttrici di futuro.” (Messaggio del Papa alle donne dottori della Chiesa)
Parlare sulla donna nella Chiesa è parlare anche, di me, religiosa e discepola missionaria dedicata totalmente all’evangelizzazione dei popoli. La mia esperienza di donna impegnata nell’amministrazione e gestione di una parrocchia, mi ha messo a contatto con diversi laici e laiche che portavano avanti con me una responsabilità qualificata nei vari settori coinvolti in questo servizio. Per esempio, avendo vissuto in Messico in un ambiente parrocchiale urbano, mi ha arricchita con la sapienza che veniva dalla leadership locale e dall’impegno della gente a seguire il percorso tracciato da una visione che condividevano.
Poi, negli USA, nella mia esperienza di lavoro nell’ufficio diocesano di Richmond, Virginia come Director of Ethnic Ministries sono testimone di tante donne leader della Chiesa locale che si dedicano con responsabilità nel vivere la loro missione battesimale e sono veramente educatrici di fede. Non solo in casa ma anche nella società, a livello politico, sociale, economico e sicuramente ecclesiale.
Ricordo con grande stima l’esperienza avuta come Coordinatrice per diversi anni dell’Asociación Hermanas Latinas Misioneras en America (ALHMA) e come collaboratrice con le Leadership Conference of Women Religious (LCWR). Entrambi organismi si prefiggevano di portare alla ribalta il contributo unico delle donne consacrate in una varietà di ambiti, come: migrazioni, interculturalità, intergenerazionalità, e anche come dare un sostegno adeguato alle comunità religiose di fronte alla complessa crisi che la vita religiosa si trova ora ad affrontare.
All’interno della Chiesa che ora chiamiamo sinodale si sta affrontando il dibattito sul ruolo unico della donna, ascoltando soprattutto le loro istanze con la loro propria voce e percezione della realtà. Questo soprattutto in relazione alla loro missione nella Chiesa.
Significativo al riguardo è la lista delle nuove nominate ai ruoli di responsabilità dentro la struttura vaticana, come riporta la rivista Donne Chiesa Mondo. Queste donne, tanto laiche come religiose, con sé stesse portano una varietà di esperienze che sicuramente incidono positivamente sia alla crescita delle comunità cristiane come anche, allo stesso tempo, alla loro stessa crescita. Sia nella leadership (pastorale, sociale, economica) come anche nei luoghi della governance ecclesiale. Per esempio, Vittoria Cimino, dal 2008 coordina l’ufficio del Conservatore dei Musei Vaticani, Francesca Di Giovanni, come Sottosegretaria nella Segreteria di Stato (15 gen. 2019) oppure Cristiane Murray, vicedirettore della Sala Stampa.
Quindi, queste, tutte donne che lungo la storia continuano a emergere e a ergers lidere nella Chiesa. Purtroppo, oggigiorno queste eccezioni non sono molte però sono di esempio per tutta la società e in particolare per le donne. Donne che hanno sauto e sanno servire e donare la vita per il Vangelo come vere discepole missionerie di Gesù.
