Le scuole sono una missione dove si collabora con Dio nella formazione umana. Dalla mia esperienza, posso dire che si educa soltanto un bambino o un giovane; c’è sempre l’opportunità di formare contemporaneamente maestri e genitori. “Educare un bambino significa coinvolgere la società. Come san Daniele Comboni ha insegnato, è importante l’attenzione alla persona e alla sua dignità più che alla materia insegnata.
L’educazione è un ambiente dove si pratica la giustizia, l’eguaglianza, la fraternità e il dialogo: la presenza di confessioni religiose e culture differenti già educa all’apertura verso chi non è come me e anche all’accoglienza delle differenze come reciproco arricchimento.
E se la-o studente ha un ruolo nella chiesa e nella società, attraverso la scuola si forma un gruppo di persone che possono educare altri e altre con la loro vita.
Nella scuola secondaria di El Obied (Sudan) dove ho lavorato quattro anni, ho accompagnato un gruppo di 25/300 studenti di una classe terza, preparatoria all’università, molto debole. Individualmente ho ascoltato la storia di ogni studente e ho capito che dovevano lavorare nel pomeriggio per poter sostenere la famiglia: non avevano tempo di studiare. Ho pregato e chiesto consiglio, e tante persone hanno collaborato per il bene di questi studenti: un mese formativo intenso, in forma di campeggio, con un maestro dedicato e valutazione settimanale ha dato ottimi risultati.
Il miglioramento, testimoniato da alcune maestre, ha permesso a 20 di loro di superare l’esame a pieni voti ed entrate all’università, grazie a Dio.
Dopo il mio ritorno in Sudan, sono a Khartoum, al Comboni College dei Missionari comboniani. William, Adamo, Filippi, Momen, Isac, Paolo, Gemes.
Sono felice che sono riuscite ad andare avanti per il bene del loro Paese.
Angel Bishai, smc
Missionaria in N. Sudan








