Nel cuore del deserto della Giudea, le missionarie comboniane stanno trasformando l’aridità in un simbolo di speranza e resistenza. Ispirate dalle parole di Isaia, “Il deserto fiorirà” (Isaia 35:1-10), queste donne coraggiose stanno dando vita a un’iniziativa che unisce ecologia, giustizia sociale e missione spirituale.
Dal 1966, le suore comboniane operano nella Terra Santa, lavorando instancabilmente per superare le divisioni tra Israele e Palestina. La loro missione, che si estende da Betania ad Al Azareya, si svolge all’ombra del Muro di Separazione, portando speranza alle comunità più vulnerabili.
“Il nostro lavoro non si limita alla sola assistenza,” spiega una delle missionarie. “In Cisgiordania, stiamo attivamente sostenendo i beduini Jahalin attraverso iniziative educative e progetti di empowerment femminile. Ma il nostro progetto più ambizioso è la piantagione di 1.500 alberi.”
Questo audace piano di rimboschimento, iniziato nell’ottobre 2023, si estende su 14 villaggi beduini. La prossima fase è prevista per ottobre 2024. “Piantare alberi nel deserto della Giudea non è solo un atto ecologico,” sottolinea la missionaria. “È un potente gesto di resistenza e speranza. Affrontiamo il cambiamento climatico e, allo stesso tempo, sosteniamo comunità che vivono in condizioni durissime, spesso in mezzo al conflitto.”
L’iniziativa riflette l’impegno delle suore per un mondo più giusto e compassionevole, in linea con la visione di ‘Laudato Si’. Ispirate da San Daniele Comboni, le missionarie rispondono concretamente al grido della terra e dei poveri.
“Preghiamo per la fioritura del deserto e per la resilienza delle comunità beduine,” condividono le suore. “Il nostro lavoro qui è un testimone vivente di come la fede possa tradursi in azione concreta per il bene comune.”
Mentre il mondo celebra la Stagione del Creato, l’opera di queste missionarie nel deserto della Giudea ci ricorda che anche nei luoghi più aridi, con dedizione e speranza, è possibile far sbocciare la vita. Il loro impegno non solo porta alberi in un paesaggio desolato, ma coltiva anche la speranza di un futuro più verde e pacifico per tutte le comunità della regione.
Coordinamento Generale Missione






