In vacanza tra le vette maestose delle montagne, lontani dal frastuono della città, ci si ritrova immersi in una pace rivitalizzante. È il contesto ideale per lasciarsi interpellare dalle Beatitudini, il messaggio rivoluzionario di felicità proclamato da Gesù proprio in un luogo simile: il Monte delle Beatitudini.
Camminando sui sentieri di montagna, con l’aria fresca che riempie i polmoni, ci si sente poveri in spirito, dipendenti unicamente dall’essenziale. È il primo passo per accogliere il Regno dei Cieli, come insegna Gesù: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli”.
L’imponenza delle cime che si stagliano sul cielo invita alla mitezza, a deporre ogni orgoglio e presunzione. “Beati i miti, perché erediteranno la terra”, ci ricorda il Maestro. Qui, abbracciati dalle montagne, comprendiamo che solo con un cuore mansueto possiamo davvero possedere la bellezza che ci circonda.
Ai piedi di queste vette incontaminate, ci stupiamo di fronte allo spettacolo della natura e sperimentiamo la consolazione promessa a “coloro che sono nel pianto”. Il lutto per un mondo ferito dal peccato e dallo sfruttamento si placa contemplando l’armonia del creato.
Che fame e sete di giustizia nasce in noi, di fronte a panorami così maestosi! Beati noi che, qui in alta quota, bramiamo la rettitudine divina “perché saremo saziati”. La grandezza della natura ridimensiona le nostre meschinità e ci apre a orizzonti più alti.
Nei silenzi di questa vacanza in montagna, facciamo anche esperienza di quella misericordia che, come dice Gesù, “troverà misericordia”. Lontani dai giudizi avventati, riscopriamo la bellezza del perdono e dell’accoglienza gratuita.
La purezza dei ghiacciai millenni ci parla della beatitudine promessa ai “puri di cuore che vedranno Dio”. Qui l’anima si dispone con più semplicità alla trasparenza interiore che permette l’incontro con il Signore.
Poi, quando scendiamo a valle, riecheggiano le parole: “Beati gli operatori di pace”. Siamo rinfrancati nel proposito di costruire ponti di riconciliazione, dopo aver goduto l’armonia di questi luoghi incontaminati.
Infine, come arrampicatori che hanno affrontato fatiche per raggiungere le vette più impervie, comprendiamo la beatitudine di “coloro che sono perseguitati per la giustizia”. Le tribolazioni della fedeltà al Vangelo sono ben poca cosa di fronte al premio eterno.
Tra i sentieri alpini, con lo zaino in spalla e il passo leggero, sperimentiamo così la rivoluzionaria proposta di felicità delle Beatitudini. Un percorso in salita, certamente, ma che conduce ai panorami più stupendi: quelli dell’incontro con Dio e della comunione piena con Lui. Le vette della vera gioia.






