Sr. Emma Gazzaniga è stata una missionaria comboniana dal cuore grande e coraggioso, capace di abbracciare con slancio ogni nuova sfida per portare avanti la missione di evangelizzazione. Nata nel 1909 a Locate Bergamasco, fin da giovane sentì la chiamata alla vita religiosa e missionaria, entrando tra le Pie Madri della Nigrizia nel 1932.
Dopo la professione dei voti nel 1934, Sr. Emma iniziò il suo cammino missionario in Egitto, per poi trasferirsi in Eritrea, dove operò per 15 anni come insegnante ad Asmara, Embatkalla, Massawa e altre località. “Era dotata di grande spirito di iniziativa: esperta in abilità organizzative e di rapporti interpersonali”, ricorda il suo necrologio. Un talento che le permise di svolgere un ruolo chiave nell’apertura della prima comunità comboniana negli Stati Uniti nel 1950.
“È difficile esprimere l’intensità di quello che sto vivendo. A dirle in modo molto crudo, provo un senso di sgomento, quasi di paura”, confidava prima di partire, ben consapevole delle sfide che l’attendevano. Eppure, con fede incrollabile, sr. Emma si gettò in quella nuova avventura missionaria, lavorando per l’inserimento delle suore nella cultura afroamericana e per la promozione delle vocazioni.
Il suo slancio missionario non si arrestò. Nel 1971, a 62 anni, sr. Emma venne scelta per aprire la prima comunità in Messico, dove rimase per cinque anni, fino a quando la salute cominciò a vacillare. “Formava amicizie con famiglie messicane e creava legami con persone che potevano favorire la nuova fondazione”, ricorda sr. Franca Fusato. “Lei stessa iniziò nella povertà, rivolgendosi a gruppi e associazioni per chiedere aiuti.”
Nominata Consigliera Generale nel 1964, sr. Emma mise le sue doti al servizio dell’intera Congregazione, visitando e incoraggiando le comunità in Africa, America Latina, Medio Oriente ed Europa. Una donna dal “collo dritto”, che affrontava ogni sfida con fede e coraggio, come auspicava il fondatore Comboni.
Sr. Emma concluse la sua esistenza terrena a Bergamo nel 1982, all’età di 73 anni. “Zia è una martire della Laudato Si’, nella sua semplicità e fedeltà all’AMORE per la cura delle persone e della terra”, la ricorda la nipote Gabriella Bottani. Un cuore missionario che oggi più che mai continua ad ardere, esempio luminoso per le nuove generazioni. Continua la lettura
Fonte: Breve Profilo a cura di Sr. Mariateresa Girola






