Il 4 ottobre 2024, festa di San Francesco, si è tenuto presso la Casa Madre di Verona il secondo incontro del Coordinamento Generale Cura Sorelle (CGCS), un evento significativo che ha visto la partecipazione delle comunità dedicate alla Cura in Italia e diverse comunità PEU (Province Europee) interessate. Sotto il tema “La Cura: tra Realtà e Sogni”, l’incontro ha offerto un’importante occasione di informazione e formazione per le sorelle dei Team di Leadership delle case di cura.
Il guaritore ferito
Durante questa intensa giornata di condivisione e riflessione, mi ha particolarmente colpito un’immagine tratta dalla serie “The Chosen”: quella di Giacomo il Minore, rappresentato come un uomo zoppo ma chiamato comunque a predicare e guarire. Quando chiede a Gesù perché non lo guarisca prima di mandarlo in missione, riceve una domanda in risposta: “Quante persone possono raccontare la storia del guaritore ferito?” Questa immagine rispecchia perfettamente l’essenza del ministero della cura che ho osservato durante l’incontro.
Le dimensioni della cura
Il CGCS è nato dall’esigenza di gestire con saggezza le risorse disponibili per l’accompagnamento delle sorelle, sia quelle che necessitano cure temporanee sia quelle che vivono condizioni di fragilità permanente. Come ha evidenziato Sr. Mariateresa Ronchi nella sessione mattutina, questo ministero richiede formazione continua e un necessario avvicendamento per chi vi dedica la propria vita.
Sr. Gabriella Bottani ci ha ricordato che siamo chiamate “ad essere Pane” fino alla fine, evitando sia l'”accanimento ministeriale” sia la tentazione di “andare in pensione dalla Missione”. La missione, infatti, appartiene a Dio Trinità, e noi siamo chiamate a viverla come Discepole Missionarie sempre, in ogni fase della vita.
Sfide e Opportunità
La complessità di questo ministero, come ha sottolineato Sr. Sara Antonini, non è solo una sfida ma anche una ricchezza. Attraverso la solitudine, l’accettazione e l’integrazione, impariamo a trasformare i nostri limiti in opportunità di crescita e servizio.
L’aspetto economico, presentato da Sr. Daniela Molinari, ci ricorda che i beni temporali sono al servizio della missione. La vera povertà non è la mancanza di risorse materiali, ma la scarsità di personale, sottolineando l’importanza di investire nei “beni relazionali”.
L’esperienza di Saragozza
Un momento particolarmente illuminante è stata la presentazione di Sr. Milagros sull’esperienza della comunità di cura a Saragozza, Spagna, dove l’attenzione è costantemente rivolta al benessere dell’altra, in quella che potremmo chiamare “la danza dell’amore”.
Uno sguardo al futuro
Il CGCS sta affrontando la sua “giusta dose di fatica iniziale” nel definirsi. Come Giacomo il piccolo, mostra una certa fragilità, ma si sta mettendo in gioco con coraggio. Il futuro richiederà una mappatura attenta delle persone e delle risorse, decisioni coraggiose sulla specializzazione delle comunità di cura, e la definizione di chiare linee di comunicazione.
Concludo con una citazione condivisa durante questa intensa giornata di formazione che riassume la nostra responsabilità: “Se vogliamo veramente onorare chi ci ha portato nell’oggi, dobbiamo fare per la prossima generazione ciò che i nostri predecessori hanno fatto per noi.”
Frat. Paolo Rizzetto MCCJ
Supervisore della Commissione Anziani e Ammalati (CANAM) – Provincia Italiana






