Come un faro nella notte, una donna si è eretta sulla breccia del rinnovamento conciliare, guidando con coraggio e determinazione l’Istituto delle Suore Comboniane: Madre Federica Bettari, la profetessa della nuova era.
Agli albori degli anni ’70, mentre l’eco del Vaticano II risuonava ancora vibrante, Federica ha impugnato le redini del cambiamento, abbracciando con fede incrollabile il primato della Parola di Dio e la qualità rinnovata della presenza missionaria.
Le sue azioni hanno segnato una svolta epocale: la chiusura di comunità in Italia e la partenza di numerose suore verso i territori di missione, il lancio di prime ricerche sulla Mahdia, le celebrazioni del centenario della fondazione. Un fuoco sempre alimentato dalla fiamma della Parola divina.
“Ravvivare l’autentico spirito missionario, specialmente nelle giovani”: questo l’imperativo che ha guidato i passi di Madre Bettari, consapevole che il futuro dell’Istituto dipendeva dall’animazione vocazionale e dalla fedeltà al carisma delle origini.
Eppure, il cammino non è stato privo di ostacoli. Le giovani suore facevano fatica a ritrovarsi in questo rinnovamento radicale, mentre il crollo del settore educativo rappresentava una ferita aperta. Ma Federica, come una profetessa ispirata, ha continuato a solcare la breccia, indicando con determinazione la porta stretta del cambiamento.
“Cerco una donna che stia sulla breccia!”, sembra aver detto il Signore. E in Madre Bettari ha trovato la risposta, una guida illuminata che, pur affrontando l’apparente fallimento, se n’è andata “sorridendo, inghiottendo” le difficoltà per amore del Vangelo.






