Il Documento Finale del Sinodo 2024 offre una riflessione teologica e pastorale sul ruolo del dialogo interreligioso nella missione della Chiesa. In un mondo segnato da conflitti, violenze e incomprensioni, il Sinodo riafferma con forza l’importanza di promuovere una cultura dell’incontro e del dialogo, come via per costruire la pace e la fraternità universale.
“In ogni luogo della terra, i Cristiani vivono fianco a fianco con persone che non sono battezzate e servono Dio praticando una diversa religione. Per loro preghiamo in modo solenne nella liturgia del Venerdì Santo, con loro collaboriamo e lottiamo per costruire un mondo migliore, e insieme a loro supplichiamo l’unico Dio di liberare il mondo dai mali che lo affliggono” (Documento Finale, n. 123).
Il documento sottolinea che il dialogo, l’incontro e lo scambio di doni, tipici di una Chiesa sinodale, sono chiamati ad aprirsi alle relazioni con altre tradizioni religiose, con l’obiettivo di “stabilire amicizia, pace, armonia e condividere valori ed esperienze morali e spirituali in uno spirito di verità e amore” (Documento Finale, n. 41, citando la Conferenza dei Vescovi Cattolici dell’India).
Dal punto di vista teologico, il dialogo interreligioso si fonda sulla convinzione che lo Spirito Santo è all’opera in ogni persona e in ogni cultura, seminando “semi del Verbo” che la Chiesa è chiamata a riconoscere e a far fruttificare (cfr. Documento Finale, n. 41). Si tratta di una prospettiva che valorizza la ricchezza delle diverse tradizioni religiose, senza rinunciare all’identità e alla missione propria della Chiesa.
“NelDocumento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, sottoscritto da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmed Al-Tayyeb ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019, si dichiara la volontà di «adottare la cultura del dialogo come via, la collaborazione comune come condotta, la conoscenza reciproca come metodo e criterio». Non si tratta di un’aspirazione velleitaria o di un aspetto opzionale nel cammino del Popolo di Dio nell’oggi della storia” (Documento Finale, n. 123).
Il Sinodo invita tutte le comunità cristiane a farsi promotrici del dialogo interreligioso, a partire dalle relazioni quotidiane di vicinato e di amicizia. Si tratta di una dimensione essenziale della missione della Chiesa, chiamata a essere “sacramento visibile” della fraternità e dell’unità voluta da Dio per l’intera famiglia umana (cfr. Documento Finale, n. 20).
In un tempo segnato da divisioni e contrapposizioni, il messaggio del Sinodo 2024 risuona come un invito a riscoprire la forza trasformatrice del dialogo, dell’incontro e della collaborazione tra persone di diverse fedi e convinzioni. Solo così sarà possibile costruire un mondo più giusto, pacifico e fraterno, in cui ogni persona possa sentirsi accolta e valorizzata nella sua dignità di figlio e figlia di Dio.
Fonte: Documento Finale della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione”, ottobre 2024.






