Nell’abbraccio accogliente della Chiesa missionaria, una donna ha fatto della diffusione del Vangelo il cuore pulsante del carisma comboniano: Madre Giuseppina Tresoldi, la “Donna dell’Evangelizzazione”.
Sotto il suo generalato, dal 1991 al 1997, le Comboniane hanno compiuto un’immersione totale nella missione ad gentes, abbracciando con slancio rinnovato la collaborazione con gli organismi della Chiesa universale.
Giuseppina ha guidato le sue consorelle nell’alveo dei grandi movimenti missionari del tempo: UISG, SEDOS, USMI, CIMI e persino gli istituti religiosi africani femminili e missionari. Un’apertura senza precedenti, un respiro che ha ridato ossigeno alla secolare fiamma del carisma.
Per Madre Tresoldi, infatti, il primato dell’evangelizzazione era la bussola che avrebbe condotto l’Istituto verso nuovi lidi, seguendo le orme San Daniele Comboni e del suo ardente zelo per le missioni.
In quegli anni fervidì di rinnovata spinta missionaria, le Comboniane hanno “bevuto abbondantemente alla sorgente del carisma”, come annotano le cronache, ridando linfa a quel fiume di grazia che aveva avuto inizio con l’opera del loro Fondatore.
Una svolta epocale, che ha proiettato l’Istituto nel cuore pulsante della Chiesa ad gentes, lì dove le grandi sfide della nuova evangelizzazione attendevano donne dal cuore di fuoco e dalla fede salda come roccia.
Giuseppina Tresoldi, la “Donna dell’Evangelizzazione”, che con umiltà e coraggio ha indicato alla sua famiglia religiosa la via maestra della missione, nell’abbraccio gioioso della Chiesa una, santa, cattolica e apostolica.






