Le Religioni Tradizionali si trovano in molte parti del mondo. Non c’è una comune opinione su come denominare queste religioni. Esse sono note come indigene, tribali, religioni primitive o semplicemente metodi sacri; esse possono differenziarsi enormemente anche all’interno dello stesso paese. Per molto tempo abbiamo ritenuto queste espressioni religiose come “minori” rispetto alle cosiddette “grandi” religioni, soprattutto a causa della scarsa conoscenza e perché non sono formulate in forma sistematica.
Infatti, queste tradizioni religiose vengono trasmesse non attraverso libri, ma con storie, proverbi, usanze, riti e celebrazioni tramandate oralmente.
Spesso sono religioni etniche, radicate nella famiglia e adeguate ad un luogo specifico, senza un particolare centro o organizzazione nazionale.
Hanno la caratteristica di offrire un approccio “integrale”, olistico, alla vita con attenzione a tutti gli aspetti della vita quotidiana così come ai momenti particolari della vita dell’individuo e del gruppo.
In generale, le religioni tradizionali evidenziano la fede in Dio e un forte senso del sacro.
Come sono?
Come ogni forma di religione, anche le religioni tradizionali contengono elementi culturali, così come un sistema di credenze e significati particolari. L’esistenza di Dio e la necessità di forme religiose che consentano il contatto con la divinità non sono messe in discussione dai seguaci delle religioni tradizionali.
In ogni caso, questi sistemi di credenze consentono all’individuo
di essere inserito nel gruppo e di darsi risposte significative riguardo la vita, la morte, la sofferenza, la malattia. Questi sistemi di credenze comprendono spesso un complesso mondo di spiriti che positivamente o negativamente influenzano la vita delle persone.
Prevale un forte senso del sacro. Alle persone, ai luoghi o agli oggetti connessi con il culto religioso è riservato un rispetto particolare. La consapevolezza degli esseri invisibili che influenzano gli eventi umani è comune. Il desiderio di vivere e governare questo mondo come se non ci fosse alcun essere superiore all’uomo, non riguarda gli appartenenti alle religioni tradizionali. È per questo che l’ateismo è generalmente sconosciuto nelle società tradizionali.
I valori
Fede, morale e preghiera sono i tre pilastri delle religioni tradizionali. Un grande valore è dato alla parola che viene pronunciata. Importanti riti e cerimonie religiose sono realizzate con parole e gesti. La parola viene trasmessa oralmente, non ci sono libri rivelati o articolate affermazioni teoriche di natura filosofica o teologica.
La ricchezza dei loro contenuti e valori spesso la si trova nelle celebrazioni, nei racconti e nei proverbi, e sono trasmessi attraverso atteggiamenti, usanze e codici di comportamento. Il codice morale riguarda ciò che è stato trasmesso dalle generazioni passate e sancito da Dio attraverso gli spiriti.
Dialogo
Il dialogo con i seguaci delle religioni tradizionali africane non sempre è preso in considerazione nei circoli teologici e dai rappresentanti delle religioni. In molti paesi i seguaci di dette religioni non sono aggressivi, sono descritti come molto amichevoli con cristiani e musulmani.
Alcuni cristiani esitano a parlare di dialogo, aspettano invece che i seguaci delle religioni tradizionali si convertano. C’è una tendenza, quindi, a minimizzare l’espressione religiosa dei fedeli delle religioni tradizionali, a volte bollandola come “superstizione”.
La relazione con i fedeli delle religioni tradizionali è spesso semplice nella vita quotidiana, perché sono religioni poco aggressive e tendenzialmente conservative. I credenti di solito non parlano della loro religione, semplicemente essi vivono quanto la religione ha insegnato loro: il vivere in buoni rapporti col vicinato, l’onestà, l’impegno nel proprio dovere, la giustizia, il servizio reciproco, l’amore, il dovere verso la famiglia, la comunità e l’ambiente, ecc.
Un aspetto particolare di questo dialogo però riguarda coloro che si sono convertiti al cristianesimo. C’è la necessità che un individuo integri in se stesso i valori della religione tradizionale con quelli del cristianesimo. Questa forma interna di dialogo è la più difficile e la più problematica.
Dobbiamo, quindi, attendere con grande cura alla crescita armonica degli individui provenienti da altre tradizioni religiose affinché il mondo di significati in cui ha sempre vissuto venga “trasformato” e integrato e non annullato semplicemente da altri riti e pratiche.
Mariolina Cattaneo, smc






