La scoperta che cambia la storia
“Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio” (Gv 20,1). Così inizia il racconto della Risurrezione secondo Giovanni, con un’oscurità che sta per essere vinta dalla luce più potente della storia: quella del Cristo Risorto.
Maria Maddalena, trovando la pietra rimossa dal sepolcro, corre ad avvisare Pietro e il discepolo amato. La sua prima reazione non è gioia, ma smarrimento: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!” Una reazione comprensibile, poiché nessuno, nonostante gli annunci di Gesù, si aspettava veramente la Risurrezione.
I due discepoli corrono verso il sepolcro – una corsa che simboleggia l’urgenza della ricerca spirituale. È significativo che Giovanni, il discepolo amato, giunga per primo ma attenda Pietro per entrare, in un delicato equilibrio tra l’impulso dell’amore e il rispetto dell’autorità.
Entrando, osservano le bende per terra e il sudario piegato in un luogo a parte – dettagli incompatibili con l’ipotesi di un furto frettoloso. Il discepolo amato “vide e credette”, mostrando come la fede pasquale nasca dall’incontro personale con i segni della Risurrezione, illuminati dalla Scrittura. Come sottolinea Giovanni stesso: “Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.”
Dalle prime comunità alla nostra esperienza
La mia prima esperienza missionaria avvenne in una comunità cristiana che aveva appena trent’anni di vita, quasi la mia età di allora. Ebbi il privilegio di conoscere la prima generazione di cristiani di quella comunità, un incontro che mi ha sempre interrogato profondamente.
Mi chiedevo cosa li avesse spinti ad abbandonare le loro credenze precedenti per aderire a qualcosa di nuovo, alla Chiesa Cattolica. Erano adulti con una vita già strutturata. Mi sorprendeva il lungo cammino catecumenale che avevano intrapreso, durato anche quattro o cinque anni. Ma la luce nei volti di quegli uomini e quelle donne mi diede la risposta che cercavo.
Solo un incontro personale, profondo e intenso con il Signore Gesù è capace di far cambiare gli schemi di un’intera vita. È il passaggio dalle tenebre alla luce del Risorto che illumina l’esistenza delle persone e le trasforma, generando scelte di vita autentiche, che entusiasmano e attraggono gli altri.
All’inizio della Chiesa c’erano poche persone – Maria Maddalena, Pietro, Giovanni – uomini e donne con tante domande, ma aperti alla novità e alla sorpresa di Dio, anche senza comprendere pienamente quanto stava accadendo. Allo stesso modo, in quella giovane comunità cristiana che ho conosciuto, persone semplici si sono lasciate sedurre dalla novità di Dio, comprendendo poco all’inizio, ma disposte a lasciarsi abbracciare e trasformare nella loro esistenza.
La Risurrezione nel presente
Amici e amiche, la Risurrezione non è un avvenimento relegato al passato, ma una realtà che trasforma il nostro presente. Il sepolcro vuoto ci interpella: dove cerchiamo Gesù?
Il Risorto è vivo e ci precede nella nostra vita quotidiana, nelle nostre relazioni, nel nostro impegno verso i più bisognosi. In un mondo spesso segnato da logiche di morte – violenza, indifferenza, individualismo – siamo chiamati a essere testimoni di Risurrezione.
Rinnoviamo oggi la nostra fede in Cristo Risorto e diventiamo messaggeri di speranza in un mondo che ne ha urgente bisogno. Che la gioia pasquale ci spinga a costruire una società più giusta e fraterna, dove la vita trionfi su ogni forma di morte.
Cristo è risorto! È veramente risorto! Che questa verità trasformi le nostre vite e il nostro modo di stare nel mondo, facendoci passare dall’oscurità alla luce, dal dubbio alla fede, dall’indifferenza all’amore concreto.
La celebrazione della Pasqua ci ricorda che anche nelle situazioni apparentemente più disperate, la vita può rifiorire in forme nuove e inaspettate. Come comunità missionaria, siamo chiamati ad essere testimoni di questa rinascita, nelle periferie esistenziali del nostro tempo.
Fonte: Podcast CWMfem – Prado Fernández, smc – Spagna






