Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù (Ebrei 12, 1-2). Lo ripeteva con insistenza San Daniele Comboni nei suoi Scritti: “Con il tener sempre gli occhi fissi in Gesù Cristo, amandolo teneramente (2521).
Cosa significa “tenere gli occhi fissi in Gesù Cristo”? Per noi questo sguardo dovrebbe essere come:
- un tarlo che rode e inquieta la coscienza assopita o stanca, invitandola a gustare la vita, a viverla tutta d’un fiato, tra creatività e fragilità, paure e speranze, fallimenti e gioie;
- una spina nel fianco che provoca inquietudine e dolore, assaporando ingiustizie e violenze;
- una parola che brucia e si infiamma per l’umanità povera, dispersa, senza guida e pastore.
Essere una donna consacrata che ha scelto Gesù Cristo, consapevole che lui è il mondo nuovo che avanza, la pace che ogni popolo desidera, la consolazione che lenisce ogni ferita, la comunione che elimina ogni divisione, la fraternità che spezza tutte le catene, la vita che vince ogni fragilità e morte.
Tante Sorelle comboniane si sono lasciate educare a vivere qualsiasi istante come possibilità di dire “sì” a Gesù, incarnandosi dentro le periferie esistenziali, accanto a chi è costretto ad abbandonare la propria terra o reso schiavo, a che vive il dramma della guerra o costretto a vendere il proprio corpo.
Non significa guardare un solo punto, ma poter spaziare lo sguardo sulla strada che abbiamo davanti, fissando lo sguardo su tanti popoli, tenendo sempre alta la nostra chiamata vocazionale.
Maria Rosa Venturelli, smc






