Caro San Giuseppe,
anche quest’anno è arrivato il giorno in cui celebriamo la tua Festa. Il tempo passa così in fretta, siamo spesso tanto prese e impegnate nell’intento di rispondere alla chiamata missionaria che abbiamo ricevuto, che a volte ci costa fermarci a riflettere e conversare. Magari oggi approfittiamo di questa occasione per fermarci un momento con te.
Il nostro caro Fondatore, San Daniele Comboni, che era così affezionato a te, ti ha affidato la protezione del suo Istituto (Scr.2649), ti riteneva un grande alleato per l’evangelizzazione e ti chiedeva spesso aiuto, soprattutto quando era più disperato e bisognoso di mezzi per continuare la sua missione. Scherzando, diceva che tra la tua barba nascondevi monete d’oro, che avresti fatto apparire al momento opportuno (Scr.1513), e ti chiamava il suo buon economo (Scr.2380).
E noi, sue Figlie, le Pie Madri della Nigrizia? Ci senti così vicine a te come lo era lui?
Forse qualcuna lo è, ma ci piacerebbe poter dire che il ricordo per te non si limita ad un giorno all’anno, e non riguarda solo le Sorelle che si occupano di economia… Vorremmo poter riscoprire di più la tua figura e che ci fosse di stimolo per vivere in pienezza la nostra vocazione.
Se quest’anno ci rivolgiamo quotidianamente alla tua cara sposa Maria, come alla “Donna fedele al suo sì”, certamente potremmo fare la stessa cosa con te: Uomo fedele al tuo sì.
Ti è stata affidata una missione non facile, occuparti di un figlio non tuo, prenderti cura di una famiglia povera e umile, che è stata perseguitata appena formata, e affrontare le difficoltà concrete della vita di un padre. È nei piccoli gesti di ogni giorno, nella quotidianità noiosa e faticosa, che tu hai saputo essere fedele al tuo sì. Il lavoro è stato il primo dei tuoi impegni, ma anche la tenera cura della famiglia, l’educazione di tuo figlio, l’affetto dimostrato verso tua moglie condividendo con lei tutto quello che eri e che avevi. Sei stato un uomo di preghiera, attendo alla voce del Padre, che non ti ha mai fatto mancare la speranza e ti ha condotto passo dopo passo, parlandoti anche nel sogno, quando meno te l’aspettavi.
Sicuramente la tua vita è stata retta da solidi principi e valori forti: ti conosciamo tutte come l’uomo giusto, che sapeva guardare al di là della legge per vedere al bene della persona. Sei anche l’uomo del silenzio: non ci è stata tramandata neanche una tua parola, forse perché il tuo essere presente e i tuoi gesti di amore non avevano bisogno di parole.
Caro S. Giuseppe, oggi vorremmo chiederti, proprio come faceva Daniele Comboni tanto spesso, una grazia speciale. La nostra Congregazione sta vivendo un momento molto particolare della sua storia; un momento di crisi, con tante sfide da affrontare, ma anche alcune luci di speranza, che si vedono nella determinazione e forza delle Sorelle anziane, in quelle che affrontano sfide e disagi quotidiani pur di stare vicine ai più poveri e abbandonati, e anche nelle Sorelle giovani e appassionate per la missione provenienti dai vari continenti.
Ci siamo già accorte che tante cose sono da migliorare, abbiamo iniziato un processo di riconfigurazione, abbiamo unito vecchie province per crearne di nuove; l’entusiasmo iniziale era tanto, ma ora il cammino si fa più faticoso e non è facile proseguire. Tra le tante cose che ci rallentano c’è, per esempio, la difficoltà di fidarsi le une delle altre – soprattutto quando non ci conosciamo bene e siamo di paesi e culture diverse – la fatica a lasciar andare missioni o ministeri che ci sembrano fondamentali, … e c’è anche la disparità di mezzi che esiste tra alcune zone, che a volte crea diffidenza e distanza.
Vorremmo chiederti oggi di insegnaci ad essere come te, che hai ascoltato il sogno di Dio, gli hai creduto e l’hai portato a compimento mettendo a disposizione tutto te stesso, tutte le tue energie, i tuoi doni e i tuoi beni. E l’hai fatto giorno dopo giorno, con costanza e pazienza, con perseveranza e senza attendere riconoscimenti.
Caro San Giuseppe, cammina al nostro fianco in questo percorso che stiamo affrontando. Sii il nostro custode, la nostra guida, segnalaci i nostri errori quando vedi che siamo fuori strada e aiutaci a non mollare quando la salita si fa pesante, e non riusciamo più a scorgere la vetta. Indicaci sempre tuo Figlio, perché continuiamo a tenere gli occhi fissi su di Lui donando la nostra vita con gioia per il bene della Sua Missione, pronunciando anche noi il nostro quotidiano sì.
Buona Festa San Giuseppe: a te e a tutte noi!
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Sr. Laura Perin, Economa Generale-SMC






