Nel cuore dell’Uganda, tra le pieghe di una terra riarsa dal sole, una donna ha lasciato un’impronta indelebile nella vita di coloro che la società aveva abbandonato. Sr Gabriella Menegon, nata a Montebello Vicentino nel 1906, ha incarnato i valori più nobili della fede cristiana, trasformando il lebbrosario di Alito in un’oasi di speranza per i lebbrosi.
Con un forte senso di Dio e una passione ardente per la missione, Sr Gabriella ha abbracciato la sua vocazione come un cammino di amore e sacrificio. Le sue parole, come un caldo abbraccio, hanno confortato i cuori spezzati e restituito la dignità a coloro che erano stati marchiati dall’emarginazione.
Nel 1952, quando le porte del lebbrosario di Alito si aprirono, Sr Gabriella e la sua compagna, Sr Rosa Lucia Vinco, si trovarono di fronte a una realtà cruda e disperata. I bambini, segnati dalle piaghe della lebbra, arrivavano spaventati e smarriti, come agnelli senza pastore. Eppure, con un amore incrollabile, Sr Gabriella li accolse come figli, diventando la loro “Mamma”.
Le sue mani, callose dal lavoro incessante, costruirono un villaggio modello, trasformando capanne di paglia in edifici in muratura, circondati da prati verdi e aiuole fiorite. Ogni mattone, ogni sforzo, era un atto d’amore per quei piccoli esseri sofferenti.
Sr Gabriella comprese che l’educazione era la chiave per liberare le menti dall’oscurità dell’ignoranza. Istituì scuole, insegnando ai lebbrosi a leggere, scrivere e persino a suonare strumenti musicali. La sua determinazione nel separare i bambini dagli adulti, nonostante le resistenze iniziali, fu un atto di coraggio e di amore per la loro innocenza.
La sua opera non passò inosservata. Nel 1959, la Regina Elisabetta II le conferì l’onorificenza di Membro Onorario dell’Impero Britannico (M.B.E.), riconoscendo il suo instancabile lavoro a favore dei lebbrosi. Eppure, Sr Gabriella non cercava la gloria terrena, ma solo di servire il suo Signore attraverso coloro che erano stati dimenticati.
Quando il 4 settembre 1965, Sr Gabriella lasciò questa terra, i suoi lebbrosi piansero come figli orfani. La sua tomba, circondata da fiori nel cimitero di Alito, divenne un luogo di pellegrinaggio per coloro che avevano conosciuto la sua bontà.
La storia di Sr Gabriella Menegon è un inno all’amore incondizionato, un esempio di come una singola persona possa trasformare il dolore in speranza. La sua vita è stata un cannocchiale rivolto verso il cielo, un cammino di fede e dedizione che ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore di coloro che ha incontrato.
Fonte: “Archivio Madri Nigrizia” – AMN, 37 a cura di Maria Vidale, smc






