La congregazione della Pie Madri della Nigrizia, oggi conosciute come Suore missionarie comboniane, fa i suoi primi passi il 1° gennaio del 1872. Il giorno prima, Maria Caspi aveva varcato la soglia della casa che Luigia Zago e Isabella Zadrich avevano in parte messo a disposizione a Montorio, un paese vicino a Verona, per preparare giovani «che seguano le tracce e adempiano le funzioni delle pie donne del Vangelo», come precisava Daniele Comboni in riferimento alle missionarie che lo avrebbero affiancato nell’Africa Centrale.
Poco dopo giunge Maria Teresa Scandola, originaria della Lessinia, e con l’arrivo da Padova di Pia Galli, loro formatrice, il cammino comincia. Altre giovani si aggregano nei mesi seguenti: è una realtà minuta e fragile, ma inondata dalla fiducia che Daniele Comboni riponeva nelle donne. Le traversie non mancano, ma il piccolo virgulto cresce e diventa un albero con tanti rami e frutti.
Da allora sono trascorsi 150 anni, scanditi da tappe importanti del “percorso di fondazione” che nel suo naturale divenire continua ancora oggi. Continua






