AFRICA FRANCOFONA – A metà del mese di luglio, dal 14 sera al 17, si è tenuta la prima assemblea dell’Africa Francofona, da noi denominata PAF in questo cammino di riconfigurazione in atto nell’Istituto. La nuova Provincia PAF comprende i 5 paesi francofoni africani in cui le Suore Missionarie Comboniane sono presenti: Camerun, Ciad, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Togo.
Le grandi distanze si sono fatte piccole grazie alla nuova tecnologia che ci ha permesso di incontrarci e condividere i nostri cammini. Aiutati dalla piattaforma ZOOM eccoci riunite, come piccoli cenacoli d’apostole, desiderose di ascoltarci e fare cammino insieme. Eravamo una quarantina di suore connesse da Yaoundé, Lomé, Bangui, Kinshasa, Kisangani, Bebedja, alcune suore in vacanza connesse da varie parti d’Italia ed una sorella, nonostante il fuso orario, era lì con noi connessa da oltre oceano.
La prima sera ci siamo salutate e ci siamo date il benvenuto, ogni comunità a suo modo, con un canto, con un gesto con qualcosa che potesse trasmettere la gioia dell’incontro, la gioia di essere insieme. Ci è stato presentato il programma e così ci siamo date appuntamento al lunedì mattina per entrare nel vivo dell’assemblea.
Lunedì mattina, sr Luzia Premoli, provinciale della PAF, ha dato il benvenuto ad ogni sorella facendo risuonare lo slogan dell’assemblea: “con la Trinità ci prendiamo cura della nostra comunità, dei nostri popoli e della creazione” e invitandoci a vivere gioiosamente questo incontro.
Dopo, sr Gabriella Bottani, connessa da Roma, ci ha fatto vivere un momento di preghiera contemplativa mantenendo sullo sfondo l’icona della Trinità Samaritana, che ci ha aiutate a ricentrare il nostro sguardo sul tema dell’assemblea: “la cura ricevuta e donata”.
A conclusione della preghiera Sr. Gabriella, come coordinatrice generale della missione, insieme al signor Stefano Volpicelli, anche lui connesso dall’Italia, ci hanno spiegano l’importanza della riflessione sistematica sulla missione e l’importanza della mappatura ministeriale, per provare a fare cammino insieme senza paura. La PAF è stata scelta come provincia pilota per la raccolta di dati per poter cominciare questo lavoro che poi sarà proposto a tutte le provincie riconfigurate. Molta la curiosità delle sorelle e tante le domande per poter realizzare al meglio il lavoro affidatoci e poter così dare un contributo effettivo ed efficace a tutta la Congregazione.
I giorni sono passata veloci e si sono susseguiti momenti in cui le varie comunità hanno condiviso loro servizio missionario attraverso l’operato e la missione di ogni membro; le commissioni provinciali hanno avuto spazio per presentare i servizi svolti fino ad ora e i progetti per il futuro; ci sono stati momenti di lavoro di gruppo, fatti per zone d’appartenenza missionaria e poi condivisi in plenaria e, chiaramente, non sono mancati momenti di preghiera… Tutto è servito per conoscerci sempre di più e sentirci sempre più uno.
Ogni sorella si è resa conto che essere parte di una provincia riconfigurata è una vera sfida ed è insieme anche una gioia. Sfida legata alle distanze, che sono sempre più grandi e che forse a volte saranno un limite, ma anche tanta gioia legata soprattutto a quella passione missionaria che abita il cuore di ognuna e che vuole essere trasmessa ovunque siamo, interconnettendoci in maniera straordinaria, come una vera forza che ci spinge e motiva.
Ancora una volta abbiamo valorizzato la comunità come luogo dove vivere la collaborazione e la costruzione di relazioni con trasparenza, fiducia e responsabilità: cenacolo di apostole dove ricaricare le batterie per poterci prendere cura le une delle altre e per poi poter andare oltre, oltre noi, verso il popolo che ci è stato affidato, nella creazione che ci è chiesto di custodire.
Abbiamo concluso l’assemblea costruendo un puzzle che ritraeva le varie comunità intono alla cartina dell’Africa dove erano evidenziati i 5 Paesi della PAF: siamo tutte pezzi di un puzzle, se uno si perde il puzzle è incompleto… e noi non vogliamo che questo succeda e allora: avanti, insieme e senza paura!





