Io credo che sia molto difficile dire cosa ho ricevuto o dato alla missione, sono convinta che è più importante prendere coscienza che le relazioni con la gente mi hanno fatta crescere come donna, discepola e missionaria. La missione ha marcato il mio stile di vita, le mie opzioni, il mio modo di essere.
Mi piace pensare che Dio mi ha formata, così come sono, con le mani nere del popolo afrodiscendente di San Lorenzo e lo ringrazio per il dono che è stato per me questo popolo. Ringrazio anche la mia congregazione per l’opportunità che mi ha dato di condividere con loro gli anni più belli della mia vita.
Sono arrivata a San Lorenzo del Pailon, nella provincia verde di Esmeraldas, trenta anni fa: era la roccaforte del popolo afro, molto isolata dal resto del Paese. Si arrivava solo in canoa perché non c’erano ancora le strade, e neppure c’erano energia elettrica e acqua potabile.
In tutto il municipio l’elettricità era fornita da un solo generatore, ed era sempre insufficiente. Qualche mese dopo il mio arrivo il generatore si ruppe e restammo senza luce e senz’acqua corrente per tre mesi. Così ho imparato a vivere al lume di candela e ad andare a prendere l’acqua al pozzo con un secchio.
Sono rimasta a San Lorenzo per 10 anni e ho visto a poco a poco arrivare la luce, l’acqua più o meno potabile e le strade che ci collegavano con la capitale e il resto della provincia. Che emozione vedere che il progresso diminuiva l’isolamento, ma che dolore prendere atto che con il progresso aumentava anche lo sfruttamento della gente, che diventava più povera.
In quel tempo ero responsabile della formazione dei catechisti della zona rurale, che contava 54 villaggi distribuiti lungo il corso dei fiumi, della ferrovia e lungo la costa dell’oceano Pacifico.
Con loro facevamo ogni anno tre incontri, ciascuno di una settimana circa, nelle strutture della parrocchia e programmavamo le visite annuali degli agenti di pastorale (due suore e un sacerdote) a ogni comunità cristiana. Andare nelle loro comunità, essere accolta da loro, condividere la loro vita con gioie e dolori, desideri ed angustie, mi ha permesso di tessere delle relazioni molto belle e profonde, cresciute nella stima, nella pazienza e nel rispetto reciproco, nel dare e ricevere affetto e perdono, nel coltivare amicizie sincere.
Marilena Gennero, smc
Collaboratrice a Combonifem







