Nel 1874, Daniele Comboni bussò alla porta del convento delle Suore Orsoline di Verona. Aveva un sogno audace ma un problema concreto: voleva formare missionarie per l’Africa, ma non aveva nessuno che potesse insegnare loro. Così chiese a Maria Bollezzoli, maestra orsolina, di diventare la prima formatrice delle sue missionarie. Lei accettò, e quel “sì” segnò l’inizio di una storia straordinaria.
Centocinquant’anni dopo, nel 2024, la storia fa un giro meraviglioso. Infatti, a Brescia, la città dove nacque Comboni, un convento orsolino apre le sue porte per accogliere le giovani novizie comboniane che si preparano alla missione. Non è una coincidenza, è Provvidenza. Un cerchio che si chiude, ma che in realtà si apre a nuove possibilità di fraternità.
Sr. Cecilia, una delle religiose che vive nel convento di Brescia, racconta con gli occhi che le brillano: “Mi ha colpito il fatto che io sono rimasta, forse perché c’era questo grande desiderio di avere altre anime consacrate.” Dopo anni in cui il convento aveva visto diminuire il numero delle suore, improvvisamente quelle antiche stanze tornano a riempirsi di vita, di voci giovani, di lingue diverse. “E poi mi ha colpito la loro coesione, pur essendo tra di loro diverse, perché non si conoscevano tra di loro.”
Tuttavia, ciò che colpisce di più non è solo la presenza fisica di queste giovani missionarie, ma qualcosa di più profondo. “Ci siamo date subito del tu,” continua Sr. Cecilia sorridendo, “cosa che facciamo tuttora. E ci siamo sentite come… sembrava quasi che io avessi un maestro che mi diceva: comportati con naturalezza, queste sono le tue sorelle. E per me è stato come se fossero sempre state con me, non con la mamma mia.”
Due modi diversi di vivere la fede si incontrano e si riconoscono. Le Orsoline, con la loro tradizione educativa secolare e il loro carisma contemplativo. Le Comboniane, con il loro slancio missionario “ad gentes” e la loro giovinezza multiculturale. Eppure, la connessione è immediata, naturale. D’altronde, quando il cuore batte per la stessa causa – servire gli altri, portare il Vangelo ai più poveri – le differenze diventano ricchezza, non ostacolo.
“Questo è il chiostro, è il più riservato del convento,” spiega Sr. Cecilia mostrando quello che un tempo era il luogo del silenzio sacro. “E loro sentono come una musica i bambini, cioè gli altri sono sempre i fratelli. Quello che colpisce di più è il loro modo di educare.”
Dove prima regnava il silenzio contemplativo, ora si sentono voci di bambini che giocano. Per le Orsoline, quel rumore non disturba. Anzi, è musica. Perché riconoscono in quelle giovani missionarie lo stesso amore per l’educazione che animava Maria Bollezzoli quando decise di formare le prime Comboniane. Inoltre, vedono in ogni persona che le novizie incontrano non un’interruzione della preghiera, ma il volto stesso di Cristo.
“E come fanno ad essere così contente, se non perché questo Dio le ha conquistate,” osserva Sr. Cecilia con ammirazione. “È il Gesù del Vangelo, è così.”
La Provvidenza ha un senso dell’ironia straordinario. Maria Bollezzoli, l’Orsolina di Verona che nel 1874 divenne la prima Superiora Generale delle Suore Missionarie Comboniane, sembra continuare a ispirare questo incontro. Centocinquant’anni dopo, nella città natale di Comboni, altre Orsoline accolgono con gioia le giovani Comboniane, offrendo loro una casa dove prepararsi alla missione e ricevendo in cambio il profumo dell’avventura missionaria.
Non è solo un gesto di ospitalità. È reciprocità. Le Orsoline offrono spazio, stabilità, la sapienza di una tradizione educativa antica. Le Comboniane portano giovinezza, entusiasmo missionario, la freschezza di chi viene da terre lontane. Pertanto, entrambe ricevono e donano. Entrambe vengono trasformate dall’incontro.
“Un cerchio che non si chiude, ma si apre a nuove possibilità di fraternità,” conclude il racconto di questo straordinario incontro. Insomma, la storia non si ripete mai uguale, ma quando è guidata dalla Provvidenza, sa ritrovare i suoi fili rossi attraverso i secoli.
Oggi, l’8 dicembre 2025, mentre le Suore Missionarie Comboniane rinnovano il loro “sì” a Dio nella festa dell’Immacolata Concezione, possono farlo anche grazie a questo gesto di accoglienza. Le Orsoline di Brescia, eredi spirituali di Maria Bollezzoli, continuano a formare missionarie, non con lezioni teoriche, ma con la testimonianza silenziosa di una vita consacrata vissuta con fedeltà e gioia.
E chissà, forse Maria Bollezzoli, dal cielo, sorride vedendo che il seme piantato centocinquant’anni fa continua a dare frutto. Un frutto che sa di Provvidenza, di reciprocità, di fraternità che attraversa il tempo e riunisce carismi diversi in un unico abbraccio. Come diceva San Daniele Comboni: “O Africa o morte.” Ma anche: “O insieme o niente.”
Centocinquant’anni dopo, il cerchio si chiude. E nel chiudersi, si apre a un futuro nuovo, dove la collaborazione tra carismi diversi diventa segno profetico di una Chiesa sinodale, sorella, madre.
Guarda il video di questa straordinaria storia
Scopri nel video le testimonianze di Sr. Cecilia e delle giovani novizie comboniane che vivono questa esperienza unica. Ascolta le loro voci, vedi i luoghi dove la storia si ripete dopo 150 anni.
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