Una donna capace di vedere oltre ogni apparenza. È Maria Giuseppa Scandola, la seconda giovane che nel 1872 risponde all’appello di Daniele Comboni e inizia il cammino di consacrazione all’Africa.

Venerabile Sr. Giuseppa Scandola, SMC
Una giovane risoluta…
Marietta, così la chiamavano in famiglia, nasce sui monti della Lessinia il 26 gennaio 1849, più precisamente nella Contrada Biancari di Bosco Chiesanuova (Verona). La famiglia possiede una piccola proprietà agricola e vive serenamente fino alla morte del padre: Marietta ha appena 6 anni ed è la terza di 4 figli, ma la madre affronta le avversità con determinazione per garantire loro un futuro. Marietta inizia a portare al pascolo il bestiame e a 15 anni lascia la famiglia per andare a servizio presso una famiglia che abita vicino a Verona. È il primo distacco.
Più tardi, ormai ventenne, si trova a Erbezzo, un paese non lontano da Bosco Chiesanuova: in un ampio prato si raduna una piccola folla perché, si diceva, in quel luogo appariva la Madonna. Marietta si ferma a distanza. Poco lontano un uomo avvolto in un mantello osserva. La folla grida che è apparsa la Madonna, ma Marietta rimane in silenzio. Quell’uomo le chiede: «Non vedi la Madonna?»; «No, non la vedo», risponde lei. Colpito dalla determinata franchezza della giovane, che non si lascia condizionare dalla folla, quell’uomo la incontra di nuovo in canonica: è don Daniele Comboni, inviato in incognito dal vescovo di Verona per verificare le presunte apparizioni.
Le parla della popolazione dell’Africa Centrale, l’amata Nigrizia, e la invita a seguirlo nella congregazione missionaria che si appresta a fondare. Il 17 gennaio 1872, accompagnata dalla mamma, Marietta, arriva a Verona in grembiule e zoccoli per prendere accordi su quando entrare tra le Pie Madri della Nigrizia. Inaspettatamente Comboni la invita a rimanere, e lei rimane. Così Marietta diventa suor Maria Giuseppa e il 12 dicembre 1877, con altre quattro suore, parte con Daniele Comboni per l’Africa.
… capace di dare la vita
In Sudan imperversa la tratta degli schiavi e la missione di Khartoum è impegnata nella loro liberazione ed educazione. Suor Giuseppa garantisce cura e attenzione, visita le famiglie musulmane e dialoga con copti e ortodossi. Nel 1881, poco dopo la morte di Daniele Comboni che dal 1877 era vescovo dell’Africa Centrale, il Sudan viene travolto da una rivolta islamica fondamentalista. Nella regione del Kordofan missionari e missionarie muoiono o cadono prigionieri, mentre la missione di Khartoum viene tempestivamente evacuata: con tutto il personale, inclusi ragazzi e ragazze africani riscattati dalla schiavitù, suor Giuseppa ripara in Egitto e si prodiga a fianco dei profughi sudanesi nella colonia agricola della Gesira, un’isola del Nilo.
Nel 1899 il Sudan viene liberato e suor Giuseppa raggiunge con sollecitudine la missione di Lul: ha più di cinquant’anni e un corpo consunto, ma continua a infondere serenità e la sua dedizione nella cura delle persone ammalate dissolve la diffidenza della popolazione locale. L’ultima attenzione è per il giovane sacerdote Giuseppe Beduschi, gravemente malato. Lei gli manda a dire di non preoccuparsi: non morirà, perché ha ancora molto da fare. Lui inspiegabilmente guarisce e, come in un misterioso scambio di vita, sarà invece suor Giuseppa a morire pochi giorni dopo, il 1° settembre 1903.
La tempra delle montagne della Lessinia ha permeato di fortezza e sobrietà questa donna semplice, generosa e determinata, divenuta ponte tra Chiese sorelle e tra due continenti tanto diversi: l’Europa e l’Africa. Attraverso le sue lettere a familiari e amici la Lessinia entra nel cuore dell’Africa con un travaso di fede, umanità e libertà.

Casetta dove nacque 1849
Contrada Biancari, Verona
Maria Rosa Venturelli, smc
Responsabile – Uff. Postulazione





